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NEGLI ULTIMI SEI ANNI AUMENTI DEI COSTI SANITARI MA CALO NELLE PRESTAZIONI

In 6 anni, per le prestazioni sanitarie, i ticket sono aumentati più del 40%, per i farmaci più del 70% e, per le visite a pagamento in ospedali pubblici, sono aumentati più del 21%. Nonostante l’aumento, la qualità della sanità pubblica è peggiorata.

Per il quadro della sanità italiana, il rapporto annuale Ospedali & Salute, ha evidenziato il doppio danno a sfavore dei cittadini, ovvero oltre l’aumento dei costi c’è il progressivo decadimento della sanità pubblica, con la riduzioni dei posti letto, di ricoveri, di giornate di degenza e di personale.

Questo ha indotto i cittadini a ricercare soluzioni alternative, ovvero, strutture private in accreditamento o non, strutture pubbliche ospedaliere in altre regioni, o nella peggiore delle ipotesi a “rinunciare” a curarsi.

E’ in crescita il numero degli italiani che non accede alle cure, di fatti il 16,2% delle famiglie ha rinviato una o più visite o prestazioni che rappresentano circa 8 milioni di persone, mentre il 10,9% delle famiglie ha proprio rinunciato alle cure rappresentando circa 6 milioni di persone.

Oggi, nel SSN ci sono risorse ancora da “svincolare” al fine di migliorare la qualità e la quantità dei servizi ai cittadini. Ci sono circa 3,2 miliardi di euro di sovra ricavi nell’anno 2015 per 84 ASL e 360 ospedali a gestione diretta.

Sono entrate che, per legge, sono stimati nel bilancio e rivolti alle attività a funzione, ovvero quelle assistenziali quali il pronto soccorso o la terapia intensiva per le quali non è presente una tariffa stabilita.

E’ da questi introiti che si potrebbero estrarre delle risorse atte alla manutenzione straordinaria della sanità pubblica in modo da poter far crescere le capacità delle strutture ospedaliere.

 La strada da percorrere sarebbe una maggiore trasparenza sui bilanci che permetterebbe la misurazione del livello di efficienza delle differenti strutture.