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LA META’ DEGLI ITALIANI SI DICHIARA INSODDISFATTO DELLA SANITA’

Solo 1 persona su 10 auspica nel nuovo anno un miglioramento della situazione economica.  Quasi la metà degli italiani non riesce ad arrivare a fine mese e quasi 1 italiano su 4 si definisce abbastanza o molto povero. Tra le spese che si tende a “tagliare”, il 38% dei cittadini sceglie quelle mediche ed oltre la metà degli italiani respinge il sistema sanitario nazionale.

Lo rileva il Rapporto Italia 2017 in base ai risultati di un questionario sottoposto a circa 1.084 cittadini. Sulla raccolta dei dati si evince che circa il 38,1% degli italiani ritiene che la ripresa sarà lenta ma stabile, mentre il 36,4% prevede un peggioramento e il 13,8% ritiene che l’economia del Paese tenderà a migliorare.

Dal rapporto è emerso anche che il 48,3% delle famiglie non riesce a “pareggiare” i conti per arrivare a fine mese, il 44,9% ricorre invece ad utilizzare i “risparmi” accantonati. Per il 28,5% dei casi, le rate del mutuo stanno diventando un problema e contemporaneamente per il 42,1% lo stanno diventando i canoni di affitto. Il 25,6% degli italiani ha dichiarato di non riuscire a fronteggiare alle spese mediche, lamentando un’insoddisfazione nella sanità.

La metà degli italiani, quasi il 54%, si dichiara non soddisfatto della sanità, con una percentuale elevata al 70% al Sud. Il disagio maggiore lo riscontrano nelle lunghe liste di attesa per visite ed esami diagnostici. Circa il 53,2% ha dovuto aspettare troppo a lungo per un intervento chirurgico e il 48,9% lamenta un’insufficiente disponibilità del personale infermieristico e medico. Più della metà degli italiani presi in campione, predilige gli ospedali pubblici per interventi chirurgici e cure specialistiche poiché il 23,8% ha  dichiarato di non avere disponibilità monetaria per le cure private.

Nell’ultimo anno, quasi il 31,9% degli italiani ha rinunciato alle cure odontoiatriche poiché presentano costi eccessivi, il 23,2% per la fisioterapia e la riabilitazione, il 22,6% per la prevenzione ed il 17,5% per medicine e terapie.

Per fronteggiare la crisi economica, i giovani tornano a casa dai genitori ricorrendo al loro sostegno economico, altri affidano ai propri genitori la cura dei propri figli per non pagare nidi privati o baby sitter.  Per gli 11 milioni nati tra il 1980 ed il 2000, hanno dichiarato di avere difficoltà nella pianificazione del loro futuro finanziario, di fatti per il 45% il risparmio rappresenta un enorme  sacrificio, mentre il 40% ha dichiarato di non aver fiducia nella possibilità di avere una retribuzione simile a quella dei genitori.